La mafia ha più paura della scuola che della giustizia, perché l’ignoranza è il campo fertile per tutte le mafie e solo la cultura può essere l’antidoto.” Le parole del giudice Antonino Caponnetto sintetizzano con estrema efficacia la ragione che ci spinge a lottare per questa petizione. Le mafie si combattono e si vincono solo se si conoscono.

Insegnare la cultura della legalità  è diventato un compito difficile, nonostante il proliferare negli ultimi anni di associazioni e movimenti in suo favore.  Appare sempre più evidente che educare le giovani generazioni al rispetto delle regole e alla convivenza, richieda dei processi lunghi e complessi, che non si esauriscono con delle sporadiche “giornate per la legalità”. Ma la soluzione verso un progressivo e lungo cambiamento risiede proprio in quelle limpide parole del giudice Caponnetto: “La mafia ha più paura della scuola che della giustizia”.

 

Ed è da lì che bisogna partire, dalla scuola, dall’istruzione, dall’educare le coscienze al giusto, dall’insegnare cosa siano le mafie, come agiscano, come si siano sviluppate e come continuano ad operare. “L’istruzione toglie il terreno sotto i piedi alla cultura mafiosa.” Da anni sentiamo proferire queste convinzioni che risuonano come degli slogan…perché allora non passare alla pratica? Perché non inserire nelle scuole dell’obbligo la materia d’insegnamento “Storia delle mafie”?  

 

La scuola è il luogo dove vengono formate le menti e le coscienze, è il luogo in cui lo Stato ha il dovere di investire tutte le sue energie che vanno ben oltre la burocrazia, i programmi scolastici, i registri e le  varie carte da compilare: ha il dovere di formare una coscienza civile tra i banchi di scuola. Per questo la mafia ha paura della scuola. Per questo vogliamo nelle aule scolastiche l’insegnamento contro la mafia. Non basta  l’istruzione della materia “Educazione Civica”, (modificata poi  in “Cittadinanza e costituzione”), ma serve conoscere in modo specifico come hanno agito nel corso del tempo le organizzazioni di stampo mafioso nel nostro territorio. Corlazzoli su “Il fatto quotidiano" evidenzia proprio questa carenza nelle scuole: “Noi arriviamo alla seconda guerra mondiale- scrive Corlazzoli- in quinta elementare le pagine dei libri di storia si fermano ai romani. Alle medie al 1945. E quel 9 maggio 1978 (in cui morirono Aldo Moro e Peppino Impastato) chi lo spiega ai nostri ragazzi? A chi tocca passare il testimone della storia di quest’ultimi decenni se non lo fa la scuola? Com’è possibile avere strade, piazze dedicate a questi uomini e non spiegare ai nostri ragazzi chi sono stati e perché ancora oggi vivono di là dei libri di storia, nei ricordi degli italiani?”. Non è possibile. Non deve essere possibile. I ragazzi devono conoscere, devono sapere chi era Aldo Moro, Peppino Impastato o Lea Garofalo.

L’obiettivo di questa petizione è, pertanto, informare, raccogliere consensi, sottoporre all'attenzione del Ministero della Pubblica Istruzione la volontà alla lotta alla mafia in processi concreti di cambiamento, a iniziare proprio dalla scuola.

Aiutaci in questa importante battaglia, firma e condividi con noi la petizione!

 

https://www.change.org/p/introdurre-la-materia-storia-delle-mafie-nelle-scuole-italiane-pi%C3%B9scuolamenomafia

 

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